Hellas Verona di Francesco Barana , 04/11/2026 9:00

Barana: "Solo a Mantova capiremo il Verona"

Baroni, foto facebook da hellasveronafc
Baroni, foto facebook da hellasveronafc

Scusate il disincanto: il Verona, rinsavito da due vittorie consecutive, ha fatto semplicemente il suo dovere. Lo scrivo a costo di sembrare il maestrino severo e rompiballe. Ma bando all’emotività, allo slancio effimero di un momento, meglio la cruda analisi dei fatti: abbiamo vinto contro due compagini modeste, certamente un buon segnale rispetto alle forche caudine vissute al cospetto del mediocre Catanzaro, ma nulla rispetto alla verifica che ci aspetta sabato a Mantova, contro la quarta in classifica. L’Hellas con le squadre di fascia alta (Modena e Ascoli, ma mettiamoci anche il Benevento) ha sempre beccato, dunque ora l’errore più clamoroso sarebbe pensare di aver risolto ogni problema. Peraltro, la classifica è diventata accettabile, non ancora buona – in termini assoluti, rispetto al nostro potenziale e al livello generale, siamo ancora sotto standard di 3-4 punti.

Insomma, serve continuità, solidità, struttura. È necessario tenere alto il livello della tensione e della pressione, non accontentarsi, non permettersi di respirare. Che poi è quello che ha detto Baroni parlando di salto di qualità dei suoi “nella mentalità, nell’umiltà, ci siamo messi adesso i panni giusti: squadra determinata, volenterosa, vogliosa, cattiva”.

Detto che il temperamento non deve mai mancare, credo anche sia utile avere un margine di flessibilità tattica e di mentalità, scevra da fondamentalismi offensivisti, perché un conto è avere davanti la Juve Stabia o la Carrarese, un altro le prime 7-8 in classifica. A Mantova vorrei vedere un Verona intelligente, aggressivo ma non avventuriero o ingenuo, che sa condurre e gestire la partita e portarla dalla sua parte.

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