E se Baroni cambiasse così? Il 3-4-1-2 per rilanciare Leali e Mulattieri

Continuare sulla stessa strada oppure sfruttare l'emergenza per cambiare? È la domanda che Marco Baroni potrebbe essere costretto a porsi alla vigilia della trasferta di Castellammare di Stabia.
Il Verona giocherà mercoledì sera contro la Juve Stabia e ci arriverà in condizioni tutt'altro che ideali. L'infermeria è piena, Lella sarà squalificato dopo l'espulsione nel finale con il Pisa e soprattutto i risultati ottenuti con l'attuale struttura tattica continuano a non essere quelli sperati.
Serdar, Korac, Bradaric, Bernede, Compagnon, De Battisti e Suslov compongono una lista di assenze che limita pesantemente le possibilità di scelta. Una situazione che potrebbe però diventare anche l'occasione per abbandonare alcune certezze che, finora, certezze non sono state.
Perché allora non pensare a un 3-4-1-2?
Una soluzione che permetterebbe innanzitutto di tornare alla difesa a tre, dando maggiore protezione a un reparto che continua a soffrire, ma soprattutto consentirebbe a Baroni di recuperare due giocatori che nelle ultime settimane sono progressivamente finiti ai margini: Nicola Leali e Samuele Mulattieri.
In porta potrebbe tornare Leali. La scelta di Perilli era stata motivata dallo stesso Baroni con la necessità di avere qualcosa in più dal portiere più esperto, ma l'ex Genoa resta uno dei giocatori di maggiore esperienza della rosa. Una sua esclusione permanente rischierebbe di trasformarsi in una bocciatura definitiva. Castellammare potrebbe invece diventare il momento giusto per restituirgli responsabilità e fiducia.
Davanti a lui una linea a tre composta da Slotsager, Edmundsson e Dawidowicz. Non una rivoluzione negli uomini, quanto piuttosto nel modo di utilizzarli. Edmundsson, soprattutto, potrebbe beneficiare di una struttura più protetta e più simile a quella nella quale aveva mostrato le sue qualità migliori, senza essere costretto continuamente ad affrontare campo aperto e uno contro uno lontano dalla propria area.
Sugli esterni Zappa a destra e Frese a sinistra, con Le Borgne e Iannoni in mezzo. Quattro centrocampisti veri in fase di non possesso, ma con la possibilità di trasformare rapidamente il sistema in un 3-2-5 quando il Verona attacca.
La novità più interessante sarebbe però davanti.
Alle spalle delle due punte potrebbe esserci Sezonienko, uno dei pochi giocatori offensivi ancora disponibili e un profilo che permetterebbe di mantenere un uomo tra le linee senza obbligare uno dei centrocampisti a snaturarsi.
E poi finalmente Mulattieri e Mosquera insieme.
È probabilmente questo il punto più intrigante dell'ipotesi. Mosquera non si può togliere: i gol lo hanno reso il riferimento offensivo più produttivo del Verona. Ma proprio la sua esplosione ha finito per chiudere lo spazio a Mulattieri, considerato da Baroni soprattutto un centravanti e quindi, fino ad oggi, quasi un'alternativa al colombiano.
Il 3-4-1-2 cambierebbe completamente il problema: non più Mosquera o Mulattieri, ma Mosquera e Mulattieri.
Due attaccanti con caratteristiche diverse, maggiore presenza nell'area avversaria e soprattutto la possibilità di evitare quell'isolamento della punta che troppe volte ha caratterizzato il Verona. Mulattieri potrebbe muoversi maggiormente incontro alla palla, Mosquera attaccare la profondità e l'area, mentre Sezonienko avrebbe il compito di legare centrocampo e attacco.
Non sarebbe una soluzione priva di rischi. Cambiare sistema in una settimana corta, con una squadra già condizionata dagli infortuni, significa togliere ulteriori riferimenti. Ma esiste anche il rischio opposto: continuare a ripetere qualcosa che non sta funzionando aspettandosi improvvisamente un risultato diverso.
Il pareggio con il Pisa ha lasciato un dato pesantissimo: dopo il gol di Iannoni al 51', il Verona non ha più tirato verso la porta. La squadra si è abbassata, ha perso progressivamente campo e ha finito per subire il pareggio. Non sembra quindi soltanto un problema di uomini, ma di struttura e di gestione delle partite.
A Castellammare Baroni avrà poche possibilità di scelta.
Proprio per questo potrebbe essere il momento di scegliere davvero.
Leali; Slotsager, Edmundsson, Dawidowicz; Zappa, Le Borgne, Iannoni, Frese; Sezonienko; Mulattieri, Mosquera.
Un Verona diverso. Più protetto dietro, più robusto in mezzo e soprattutto con due attaccanti veri davanti.
Forse non sarà questa la scelta di Baroni. Ma, arrivati a questo punto, vale almeno la pena chiederselo: e se cambiasse così?

