Hellas Verona di Redazione , 26/10/2026 15:16

Crollo del Verona nel secondo tempo: ecco cosa dicono le statistiche

Baroni, foto facebook da hellasveronafc
Baroni, foto facebook da hellasveronafc

Il risultato dice 1-1. Le statistiche, però, raccontano una partita molto più inquietante per il Verona. Soprattutto perché il problema non sta tanto in ciò che è accaduto nei primi quarantacinque minuti, quanto nel modo in cui la squadra di Baroni si è progressivamente consegnata al Pisa nella ripresa.

Il primo tempo era stato sostanzialmente equilibrato. Anzi, sotto alcuni aspetti era stato il Verona a produrre qualcosa in più. I gialloblù avevano chiuso i primi quarantacinque minuti con 9 tiri contro i 7 del Pisa, 2 conclusioni nello specchio contro una, 3 corner contro 2. Anche il dato dei passaggi raccontava una gara ancora aperta: 273 Verona, 294 Pisa.

Numeri che fotografavano una squadra presente, capace di stare dentro la partita e di rispondere alla manovra avversaria.

Poi, dopo l'intervallo, cambia tutto.

Nella ripresa il Pisa tira 13 volte, il Verona appena 2. I toscani conquistano 6 corner contro uno, effettuano 310 passaggi contro 170 e costringono progressivamente il Verona ad abbassarsi e a rinunciare alla costruzione.

La cosa più preoccupante è che i due soli tiri gialloblù del secondo tempo arrivano praticamente subito: quello di Livramento al 46' e quello vincente di Iannoni al 51'.

Da quel momento in poi, il Verona non tira più verso la porta del Pisa.

È probabilmente il dato che più di ogni altro descrive l'involuzione della squadra dopo il vantaggio. Per oltre quaranta minuti il Verona non riesce più a costruire una conclusione. Il Pisa prende campo, aumenta il volume della propria manovra e arriva inevitabilmente al pareggio con Marras all'84'.

Il quadro generale conferma questa sensazione. A fine partita il Pisa chiude con 20 tiri contro 11, 58% di possesso contro il 42%, 45 tocchi nell'area avversaria contro 23, 8 corner contro 4 e circa 1,49 expected goals contro 0,61 del Verona.

Anche il dato sui passaggi è significativo: 604 per il Pisa, 443 per il Verona, con una precisione rispettivamente dell'88,9% e dell'84%.

Non si tratta quindi soltanto di una squadra che ha difeso il vantaggio. Si tratta di una squadra che, dopo essere passata avanti, ha progressivamente smesso di produrre gioco.

Ed è proprio questa la fotografia più preoccupante.

Il Verona era riuscito a portare la partita dalla propria parte grazie al gol di Iannoni, ma invece di sfruttare il vantaggio per trovare spazi e colpire ancora, si è ritirato sempre più vicino alla propria area.

Il risultato finale premia il Pisa, che per volume di gioco e occasioni ha meritato il pareggio, ma soprattutto accende un'altra spia sul momento del Verona.

Il tema non è soltanto tecnico. È anche fisico e mentale.

Perché una squadra che nel primo tempo riesce a produrre nove conclusioni e nella ripresa soltanto due, una squadra che dopo il gol del vantaggio non tira più, sta evidentemente perdendo intensità, coraggio e capacità di controllare la partita.

Ed è qui che Baroni deve trovare una risposta.

Perché il Verona visto contro il Pisa non ha perso due punti soltanto all'84'. Ha cominciato a perderli molto prima, quando ha smesso di giocare.