Hellas Verona di g.vig. , 15/09/2026 8:19

Quattro punti? La statistica che dà ancora tanta speranza al Verona

Baroni
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Il campionato è iniziato male. Questo è un fatto. Quattro punti dopo quattro giornate sono pochi, soprattutto per una squadra costruita con l’obiettivo dichiarato di stare nelle zone alte della classifica.

Ma c’è un altro fatto, altrettanto importante: in Serie B, dopo appena quattro turni, non è ancora deciso praticamente nulla.

Abbiamo analizzato gli ultimi dieci campionati completi, dal 2016-17 al 2025-26, andando a vedere dove si trovavano alla quarta giornata le squadre che poi avrebbero conquistato la promozione in Serie A.

Il risultato è sorprendente.

Su 30 squadre promosse, ben 22 non erano nelle prime due posizioni dopo quattro giornate. Significa oltre il 70 per cento. E anche restringendo il campo alle sole promozioni dirette, quindi senza passare dai playoff, il dato resta molto significativo: 14 squadre su 20 erano già in ritardo rispetto alla seconda posizione.

Tradotto: partire male non significa essere fuori dalla corsa.

E i precedenti più interessanti sono proprio quelli che assomigliano maggiormente alla situazione attuale del Verona.

Lo Spezia 2019-20, dopo quattro giornate, era esattamente dove si trova oggi il Verona: tredicesimo posto, 4 punti e sei lunghezze di ritardo dalla seconda. Quella squadra concluse la stagione al terzo posto e conquistò la Serie A attraverso i playoff.

Ancora più clamoroso il Brescia 2018-19. Dopo quattro giornate aveva raccolto appena 3 punti, era quattordicesimo ed era già a sei punti dalla zona promozione diretta. Alla fine non solo salì in Serie A: vinse il campionato.

Il Lecce 2021-22 era dodicesimo con 5 punti e cinque lunghezze di ritardo dalla seconda. Terminò primo.

Il Crotone 2019-20 era dodicesimo con 5 punti e cinque di ritardo. Chiuse secondo.

Il Sassuolo 2024-25 era tredicesimo con 5 punti. Vinse il campionato.

E nell’ultima stagione il Venezia, dopo quattro giornate, aveva appena 5 punti, era undicesimo e già a cinque lunghezze dalla seconda posizione. Anche in quel caso il finale fu completamente diverso: primo posto e promozione diretta.

Naturalmente questi numeri non devono diventare un alibi.

La storia dice che si può recuperare, non che si recupera automaticamente.

Il Verona deve crescere, deve trovare continuità e soprattutto deve iniziare a trasformare in punti quelle fasi della partita nelle quali riesce comunque a mostrare qualità. Il margine di errore non è infinito e continuare a perdere terreno renderebbe inevitabilmente più complicata la rincorsa.

Ma dopo quattro giornate parlare di campionato compromesso non avrebbe alcun senso.

La Serie B è lunga, spesso irrazionale, piena di squadre che cambiano completamente volto nel corso della stagione. E i numeri degli ultimi dieci anni lo dimostrano con chiarezza.

Il Verona oggi ha 4 punti, è tredicesimo ed è a sei lunghezze dalla seconda posizione.

Esattamente come lo Spezia che poi salì in Serie A.

Un punto in più del Brescia che poi vinse il campionato.

I problemi esistono e vanno affrontati subito.

Ma la storia, almeno questa volta, dice anche un’altra cosa: è ancora prestissimo per emettere sentenze.