Suslov, il ritorno del figliol prodigo

È bastato uno spezzone di partita per ritrovare il vero Tomas Suslov. Quello capace di accendere il gioco, di muoversi tra le linee e di dare al Verona quel pizzico di imprevedibilità che spesso fa la differenza.
Il suo ritorno in campo non è stato soltanto una buona notizia dal punto di vista tecnico. È stato il punto d’arrivo di una vicenda complicata, gestita da Marco Baroni con grande lucidità, equilibrio e trasparenza.
Durante il mercato, Suslov era finito ai margini della squadra. Una scelta chiara, legata alla possibilità di una cessione e alla necessità di lavorare con un gruppo completamente concentrato sul campionato. Il Verona non voleva svendere il giocatore, le offerte arrivate non erano considerate adeguate e Baroni non ha mai alimentato equivoci: finché il futuro dello slovacco fosse rimasto in bilico, la sua posizione sarebbe stata diversa da quella degli altri.
Quando il mercato ha emesso il suo verdetto, però, l’allenatore ha saputo voltare pagina. Senza rancori, senza ripicche e senza inutili dimostrazioni di forza. Suslov è rimasto a Verona e Baroni lo ha immediatamente rimesso al centro del progetto, chiedendogli di riconquistarsi il posto attraverso il lavoro e il campo.
La risposta è arrivata subito.
Nel suo spezzone di partita, Suslov ha mostrato energia, personalità e soprattutto voglia. Non è entrato con l’atteggiamento di chi si sente vittima degli eventi, ma con quello di chi ha compreso di avere davanti una nuova occasione. Ha cercato il pallone, si è preso responsabilità e ha restituito alla manovra gialloblù qualità e ritmo.
Naturalmente, uno spezzone positivo non può cancellare tutto ciò che è accaduto e nemmeno garantire automaticamente una maglia da titolare. Suslov dovrà dimostrare continuità, disciplina e disponibilità. Dovrà convincere ogni giorno Baroni di meritare spazio, esattamente come tutti gli altri.
Ma il primo passo è stato importante. Forse persino simbolico.
In una rosa che ha bisogno di talento, il recupero dello slovacco può rappresentare un acquisto inatteso. Suslov conosce l’ambiente, possiede qualità difficili da trovare e, se riuscirà a trasformare la delusione per la mancata cessione in energia positiva, potrà diventare una risorsa fondamentale.
Il merito, intanto, va riconosciuto anche a Baroni. Ha protetto il gruppo durante il mercato, ha spiegato pubblicamente la situazione senza nascondersi e, una volta chiusa la finestra delle trattative, ha riaperto la porta al giocatore. Fermezza prima, disponibilità poi.
La gestione di un allenatore si misura anche in questi momenti: quando è necessario prendere una decisione impopolare, ma anche quando arriva il momento di superarla.
Suslov è tornato. Adesso la storia riparte dal campo. E questo Verona potrebbe aver ritrovato un giocatore capace di fare davvero la differenza.

