Basket di Redazione , 31/10/2026 6:30

Assessore Paola Roma ha incontrato i ragazzi della Buster Basket: “Un progetto inclusivo”

Buster

Un invito a Venezia, la possibilità di vedersi di nuovo e di incontrare anche il presidente della Regione Alberto Stefani. Esprimendo questo desiderio, l’assessore regionale a Sport, Famiglia e Sociale, Paola Roma ha incontrato i ragazzi, le famiglie e i dirigenti delle squadre di baskin della società Buster Basket.

“Buster Basket – ha detto l’assessore Roma – è una realtà che ho conosciuto grazie al ministro della Disabilità Locatelli, ma ciò che ho avuto l’opportunità di approfondire oggi è l’integrazione che fanno, legata alla promozione dello sport, verso i ragazzi, verso i papà che tornano a muoversi, e così facciamo prevenzione, e verso il mondo femminile. Buster Basket è un ‘motore’ che permette di sviluppare le abilità che ognuno ha e che, se messe insieme a quelle degli altri, si possono sviluppare in maniera ancora migliore”.

Grazie all’incontro, Buster Basket ha avuto la possibilità di presentare all’assessore regionale le molto attività realizzate dalla società sportiva che vede oltre 700 ragazzi e ragazze tra i propri tesserati. Sono così stati illustrati i diversi ambiti di promozione dello sport, in ambito femminile, in ambito di integrazione sociale, con il basket inclusivo “baskin” e con progetti come il “Canestro sospeso” che permette a tutti di sostenere una quota, o una parte, di iscrizione alle attività sportive di Buster.

“A giugno, in occasione di ExpoAid a Rimini, avevamo invitato l’assessore Paola Roma – sottolinea Gabriele Zuccher, dirigente Buster Basket – a conoscere la nostra sede e le nostre strutture operative. Siamo molto contenti che sia venuta perché così ha potuto conoscere la nostra attività, ma anche noi abbiamo potuto capire da lei quali sono le molteplici iniziative e progettualità che la Regione Veneto sta mettendo in campo, in ambito sportivo e sociale”.

“Attraverso il baskin – ha sottolineato l’assessore Roma – c’è la possibilità di vedere la vera inclusione. Credo che questo sia l’esempio che porta non solo i ragazzi ad abbattere le barriere, ma soprattutto a far emergere lo spirito di squadra. Questo permette, nell’inclusione, di passare dall’io al noi e di sviluppare attività legate al sociale così da poter dare ai ragazzi una seconda possibilità”.